SARENCO


SARENCO

. SARENCO.

Vobarno (BS), 1945

Sarenco nasce a Vobarno in provincia di Brescia nel 1945. Nel 1963 inizia ad avvicinarsi alle ricerche poetico visuali; stringendo i primi contatti con gli artisti del fiorentino Gruppo 70, nel quale entrerà ufficialmente l’anno successivo. Il suo contributo al movimento si contraddistingue per il tono graffiante e caustico con cui elabora testi epigrammatici che associa ad immagini di provenienza varia dal mondo della comunicazione a quello dell’arte. Servendosi delle tecniche del collage, dell’assemblage o della tela emulsionata ottiene opere di forte impatto, che utilizza come strumento di lotta politica e culturale.
Fin dai primi anni della sua militanza nel mondo artistico svolge un’intensa attività editoriale e organizzativa. Fonda riviste – “Amodulo” nel 1968 e “Lotta poetica” nel 1971 che uscirà sotto la direzione di Paul De Vree e Sarenco fino al 1987 - e case editrici – Edizioni Amodulo nel 1969, SAR.MIC nel 1972 insieme a Eugenio Miccini e Factotum Art nel 1977.
A Brescia, Sarenco, apre gli spazi espositivi galleria Sincron nel 1967, galleria Amodulo nel 1970 e nel 1972 Studio Brescia, all’interno dei quali promuove il lavoro di numerosi poeti visivi italiani e internazionali. Nello stesso periodo, sempre a Brescia, partecipa anche attivamente alla programmazione della galleria Centro di Paolo Berardelli. Cura numerose mostre dedicate alle ricerche poetico visuali e concrete, ricordiamo: “Poesia visiva: 1963-1988: 5 maestri: Ugo Carrega, Stelio Maria Martini, Eugenio Miccini, Lamberto Pignotti, Sarenco” nel 1988 a Verona e “Poesia totale. 1897-1997: Dal Colpo di Dadi alla Poesia Visuale” nel 1998 a Mantova. Sarenco ha avuto inoltre un ruolo determinate nella nascita e nello sviluppo dell’Archivio Denza di poesia visiva di Brescia, curando anche la prima esposizione dedicata alla collezione, tenutasi nel 1970.
Dal 1982 Sarenco intraprende numerosi viaggi in Africa che lo porteranno ad instaurare un legame profondo con questa terra, tanto da decidere di trasferirsi per un lungo periodo in Kenya e di dedicarsi con grande entusiasmo alla promozione dell’arte e della fotografia africana. Da questo momento in poi l’Africa diventa protagonista all’interno della sua produzione artistica: l’opera più emblematica di questo suo nuovo percorso è senza dubbio l’installazione La platea dell’Umanità, presentata alla Biennale di Venezia del 2001. Il lavoro è composto dall’assemblage di oltre 300 opere: dipinti, disegni, tavole incise, sculture di grandi dimensioni realizzate a Malindi in Kenya, da artisti e artigiani locali. Personaggio senza dubbio eclettico Sarenco si dedica nel corso degli anni anche alla sperimentazione video e sonora; nei suoi lungometraggi riprende l’idea del collage montando, senza un apparente intento narrativo, scene di diversa ambientazione e tematica. Scrive il suo primo soggetto cinematografico nel 1968, che poi gira nel 1984 con il titolo Collage. L'anno successivo viene invitato a presentare la pellicola al Festival del Cinema di Venezia. A questa ne seguono altre cinque: In attesa della terza guerra mondiale nel 1985, Benvenuto grande cinema nel 1987, Pagana nel 1988, Safari nel 1990 e Performance nel 1993.


Principali mostre:

1970
Stedeljik Museum, Amsterdam


1972
Biennale di Venezia
Documenta di Kassel


1986
Biennale di Venezia


1995
Rocca di Umbertide


2001
Biennale di Venezia


2002
Mostra Nazionale Svizzera, Biel


2004
Fondazione Mirò, Barcellona
Biennale di Siviglia


2006
Castello Visconteo, Pavia


2007
Biennale di Malindi


2008
Franco Riccardo, Napoli


2009
Centre Culturel Français, Pointe Noire
Centro Allende, La Spezia
Fondazione Berardelli, Brescia
Biennale di Malindi, Malindi